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La pillola del giorno dopo: cosa fare?

fotoLa pillola del giorno dopo è un  ritrovato chimico ormonale che di frequente - anche in questi ultimi giorni - è stato presentato da molti addetti ai lavori e da numerosi media come un semplice contraccettivo, o più precisamente come un "contraccettivo d' emergenza", a cui si potrebbe far ricorso entro breve tempo dopo un rapporto sessuale ritenuto presumibilmente fecondante, qualora si volesse impedire la prosecuzione di una gravidanza indesiderata. Difatti tale farmaco, data la propria azione "antinidatoria", contrasta l’impianto dell' ovulo fecondato, cioè dell' embrione, nella parete uterina. Attenzione però è giusto ricorrere ad essa in ogni caso? La fecondazione può avvenire anche dopo l’assunzione?

Molti contrasti sono nati circa l' obbligo o meno, da parte dei sanitari, di prescrivere tale farmaco per una procedura che, per molti, e' assimilabile ad un "aborto mascherato". Occorre far chiarezza sul problema in considerazione del fatto che  l' uso di tali ritrovati tocca beni e valori umani fondamentali, fino ad interessare la stessa vita umana nel suo sorgere. È  opportuno che la paziente venga informata in maniera corretta di ciò che sta per compiere e di quali potrebbero essere le controindicazioni all’assunzione. Cos’è la pillola del giorno dopo e quali possono essere le controindicazioni all’assunzione?

La pillola del giorno dopo è un preparato a base di ormoni (essa può contenere estrogeni, estroprogestinici, oppure solo progestinici) che, assunta entro e non oltre le 72 ore dopo un rapporto sessuale presumibilmente fecondante, esplica un meccanismo prevalentemente di tipo "antinidatorio", cioè impedisce che l' eventuale ovulo fecondato, ormai giunto nel suo sviluppo allo stadio di blastocisti (5°-6° giorno dalla fecondazione), si impianti nella parete uterina, mediante un meccanismo di alterazione della parete stessa. Il risultato finale sarà quindi l' espulsione e la perdita di questo embrione. Soltanto qualora l' assunzione di tale pillola dovesse precedere di qualche giorno l' evento dell' ovulazione, essa potrebbe talvolta agire con un meccanismo di blocco di quest' ultima (in questo caso, si tratterebbe di un' azione tipicamente "contraccettiva"). 

La molecola attualmente più prescritta è levonorgestrel. Il levonorgestrel non deve essere somministrato a pazienti con disfunzione epatica grave (cirrosi, epatiti croniche, epatiti farmacologiche, epatite C  in fase evolutiva etc.) . Sindromi di grave malassorbimento, come la malattia di Crohn, potrebbero compromettere la sua efficacia.  Il medicinale contiene lattosio:  i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al lattosio, con deficit di lattasi di Lapp o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere il medicinale.
I pazienti con patologie della coagulazione, patologie ginecologiche note andrebbero informati della possibile insorgenza di complicanze emorragiche, trombosi. Il farmaco non può essere assunto  in caso di gravidanza già in atto e non può interrompere la gravidanza stessa. Il farmaco ha un contenuto di ormone talmente elevato da causare effetti indesiderati della quale la paziente va informata.

È stato osservato in alcuni casi, talvolta per una poco corretta assunzione del prodotto, l’insuccesso di questo metodo , con prosecuzione della gravidanza. Studi epidemiologici hanno comunque dimostrato che  i progestinici non determinano malformazioni  sul feto.

Effetti collaterali ed insuccessi: Sono stati descritti effetti collaterali quali: nausea (23%), vomito (6%), vertigini (11%), affaticamento (17%), tensione mammaria (11%), dolori pelvici (18%), altri meno frequenti (diarrea, perdite vaginali). Altri effetti sono stati descritti ma ancora non ben dimostrati: periodi di amenorrea, episodi di metrorragia,etc. Non e' possibile escludere comunque effetti collaterali ancora non noti, diversi per tipologia o per gravita'.
Tale metodo non e' infallibile, e risulta efficace solo se il farmaco viene assunto a brevissimo tempo dall' atto sessuale; fallisce invece, in percentuali sempre maggiori, con l' allungarsi di tale periodo. Viene generalmente ritenuto efficace se assunto entro le 72 ore. Attenzione però se in seguito alla somministrazione del prodotto esso causa vomito a breve distanza dall’assunzione, esso andrebbe riassunto in quanto non correttamente assorbito.

Posologia e modalità di assunzione
A seconda della molecola e della propria composizione esiste la possibilità di un’unica assunzione di 2 compresse contemporaneamente o di una duplice assunzione di una compressa preferibilmente entro 12 ore dal rapporto e di un’alta a 12 ore dalla prima.

Data la difficoltà di quest’ultima modalità oggi il Levonorgestrel viene per lo più assunto come segue: 2 compresse in una singola somministrazione. L’efficacia del metodo è tanto più alta quanto prima si inizia il trattamento dopo un rapporto non protetto. Pertanto, le 2 compresse  vanno assunte al più presto possibile, preferibilmente entro 12 ore dopo il rapporto sessuale non protetto e non oltre le 72 ore (3 giorni) dopo il rapporto e può essere assunta in qualsiasi momento del ciclo mestruale.

Chi la prescrive?
La pillola del giorno dopo non può essere acquistata in farmacia senza ricetta medica e deve essere prescritta da qualsiasi medico che non sia iscritto all’elenco degli obiettori di coscienza (di famiglia, del consultorio, del pronto soccorso, ginecologo, AIED) e la ricetta non è ripetibile. Il medico deve valutare attentamente se potrebbe essere in corso un’ovulazione e quindi la gravidanza indesiderata si potrebbe instaurare, e in tal caso la prescrive.

Il problema è perciò non qual è il medico prescrittore, ma se è opportuno che tale farmaco venga somministrato. La "pillola del giorno dopo" e' infatti un farmaco a tutti gli effetti: e' soggetto a limitazioni d'uso, controindicazioni, possibili rischi d' uso, e quindi va prescritto dal medico in seguito ad un processo "ragionato"  e non dietro ogni richiesta. Cio' premesso, il problema dell' obbligo di prescrizione si puo' porre, per motivi morali (diversi da qquelli sanitari) per i medici che abbiano dichiarato l' obiezione di coscienza e che ritengano il farmaco, per i motivi esposti sopra, "abortivo" e non semplicemente contraccettivo.

L' Obiezione di coscienza, pero', non puo' essere "estemporanea" ma va dichiarata ufficialmente nei modi e nei tempi previsti dalla Legge 194. Qualora i tempi non siano tali da pregiudicare l' effetto anticoncezionale, questi medici hanno quindi, a nostro parere, il diritto di rifiutare la prescrizione ma devono allora indirizzare correttamente la paziente a strutture quali i Consultori, che comunque, salvo motivi "sanitari", saranno tenuti a prescriverla.  Difatti nonostante la presenza di alcuni medici obiettori i  Consultori, in quanto strutture pubbliche deputate a tale scopo, devono poter assicurare, in ogni caso, la prestazione richiesta, se opportuna.

Motivi sanitari di rifiuto della prescrizione,  informativa e consenso informato
Le argomentazioni "sanitarie" vanno concretamente vagliate, caso per caso, con gli stessi criteri anamnestici e obiettivi della comune pratica medica.
Per tutelare il medico da errori dipendenti da notizie anamnestiche incomplete o tendenziose, puo' essere utile sottoporre alla donna una adeguata informativa e far firmare un esauriente modulo di consenso informato.
Questo consentirebbe di evitare molte di quelle remore basate su effettivi timori sanitari, in quanto la paziente viene ad assumersi, in tal modo, la completa responsabilita' di possibili effetti dannosi.

Esempio:

INFORMATIVA PER PRESCRIZIONE DI LEVONORGESTREL

Gentile paziente,
Lei riferisce di aver consumato un rapporto sessuale a rischio di concepimento, e chiede la prescrizione di un contraccettivo di emergenza ("pillola del giorno dopo").
Lei e' stata informata che tale farmaco inibisce l' annidamento dell' ovulo (anche se fecondato) alla parete uterina.
Lei e' stata informata che tale metodo non e' infallibile, e risulta efficace solo se il farmaco viene assunto a brevissimo tempo dall' atto sessuale; fallisce invece, in percentuali sempre maggiori, con l' allungarsi di tale periodo. Viene generalmente ritenuto efficace se assunto entro le 72 ore.
Sono stati descritti effetti collaterali quali: nausea (23%), vomito (6%), vertigini (11%), affaticamento (17%), tensione mammaria (11%), dolori pelvici (18%), altri meno frequenti (diarrea, perdite vaginali).
Non e' possibile escludere comunque effetti collaterali ancora non noti, diversi per tipologia o per gravita'.
E' stata informata di ogni altro aspetto del problema, ed e' stato risposto esaurientemente alle domande che ha posto al suo Medico.

Firma della paziente e del medico


CONSENSO AL TRATTAMENTO
Io sottoscritta.................
Ho preso visione dell' informativa, avendo ricevuto esaurienti risposte ai miei dubbi.
Dichiaro di aver esposto correttamente ed esaurientemente al medico le circostanze della mia richiesta e tutti i problemi fisici che riguardino le mie condizioni di salute in modo che lui possa valutare eventuali controindicazioni.
CONSENTO al trattamento con la "pillola del giorno dopo", e ne chiedo opportuna prescrizione.

Data, firma

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Diritti della donna
La donna maggiorenne che richiede la prescrizione del farmaco e', senza dubbio, un' "avente diritto" alla prestazione sanitaria richiesta (prescrizione del farmaco).
Problemi non da poco si pongono invece quando la richiedente e' una minorenne. Prescrivere o non prescrivere? Avvertire o non avvertire i genitori?
La legge, in linea generale, riconosce il diritto della minorenne a nascondere ai genitori esercenti la potestà, ed a tutte le figure adulte che sostituiscono i genitori biologici, le sue problematiche sessuali. Infatti, la 194/78 all'art. 12, 2° comma prevede espressamente la possibilità per la minore - qualora vi siano "seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela" - di chiedere direttamente al giudice tutelare il consenso all'aborto, "saltando" cosi' i genitori, il tutore o gli altri adulti cui sia affidata. Se questo vale per l'aborto, a maggior ragione vale per la "pillola del giorno dopo", in quanto concettualmente misura anticoncezionale d'urgenza.
Tuttavia, queste disposizioni non indicano un diritto pacifico ed automatico, estensibile ad ogni circostanza, ma solo una procedura da attuarsi in condizione eccezionale.”
L'autonomia decisionale della minorenne, inoltre, differisce a seconda dell' eta': a parte circostanze di minore importanza, si deve ricordare che: dal 14° anno risponde delle proprie azioni in sede penale e le e' consentita libera sessualita' (con qualche eccezione); dal 16° anno può riconoscere un figlio naturale e chiedere al Tribunale dei Minori di essere autorizzato alle nozze.
Quindi la richiesta di pillola del giorno dopo, seppur legittima in linea di principio, va valutata anche a seconda dell'età.
Va anche considerato che dietro il rifiuto della minore di non informare i genitori possono essere motivi di dubbia validita', come il possibile "plagio" da parte di un partner maschile piu' vecchio e condizionante la minore; senza contare che in certi casi (incesto, abuso da parte di un tutore ecc.) si puo' ricadere nell' ambito di reati che richiedano, da parte del medico, un referto all' Autorita' giudiziaria.  Conviene perciò che tranne in alcuni casi la minore sia sempre accompagnata dal genitore possessore della patria potestà” .

Conclusioni
È opportuno a questo punto ricordare che molteplici sono le motivazioni che portano le donne a ricorrere alla contraccezione d’emergenza, che deve essere adoperata il meno frequentemente possibile, data la composizione e la concentrazione di ormone . Ad esclusione dei casi di violenza, di abuso  ed altre problematiche che sono ben conosciute, gli aspetti morali ed etici che ne pregiudicano l’uso sono ben fondati e probabilmente andrebbero sempre considerati.

In una società dove si dona poca importanza alla vita umana ed all’individuo questo genere di presidio potrebbe essere il “rimedio” a qualcosa a cui sarebbe opportuno giungere con maturità e coscienza al di là di ogni credo religioso, di ogni convinzione morale e pregiudizio.

del: 9/06/2008
Autore: Prof.Dott. ANTONIO GIACOMO RIZZO
professore aggregato di chirurgia
UOC di Chirurgia Oncologica
Università degli Studi di Messina
Policlinico Universitario "G.Martino"- Messina

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