Uomo-cane: la terza identitÃ
Il terzo millennio si propone come il millennio della globalità e della complessità , che comporta flessibilità e integrazione e quindi la capacità di dialogare con culture diverse (non solo umane!).
Paradossalmente si assiste da un lato alla rinascita di sentimenti nazionalistici, con dirette ripercussioni sulla politica e sui confini dei paesi, dall’altro lato all’abbattimento delle barriere sociali, alla globalizzazione dei mercati, ma anche dei problemi e delle opportunità .
Grazie alla fitta rete dei sistemi moderni di comunicazione, che avviluppa e guida la Comunità Globale, non esistono confini per le questioni ambientali, per quelle sanitarie, per quelle militari e per quelle economico-finanziarie. Al contempo quelle identità culturali locali che, a loro volta, vogliono essere interpreti della mondializzazione, premono per un loro riconoscimento ufficiale.
Queste contraddizioni, culturali e storiche, che l’uomo aveva sepolto, attraverso un processo di semplificazione, fondato sulle teorie riduzioniste e antropocentriche, che ponevano l’accento sui concetti di purezza e di separazione, sono sempre più evidenti e si pongono come quesiti, cui la Comunità Globale è costretta a cercare le risposte, non più nell’uomo vitruviano, al centro del mondo, bensì nei processi di ibridazione interculturale, di contaminazione con la tecnosfera, con la biosfera e con la zoosfera.
Il tradizionale approccio antitetico della cultura antropocentrica basato sulle differenze, sui pregiudizi, sui tabù, ancora fortemente radicati nel senso comune (natura/cultura, ragione/istinto, uomo/animale), da alcuni anni è messo in discussione dalla proposta di un nuovo modello di conoscenza del mondo, basato sulla teoria dei sistemi complessi, che pone al centro dell’attenzione non le singole pareti, bensì il contesto.
Questa teoria, presente in tutti gli ambiti disciplinari, trova applicazione anche nelle scienze sociali e biologiche, dove studia le società e gli esseri viventi nella sua complessità ; complessità che si realizza in una fitta trama di relazioni.
In questa trama di relazioni con l’uomo è coinvolto anche l’animale, in particolare il cane che oggi vive a contatto di gomito con l’uomo, pur con tutte le contraddizioni tipiche, come abbiamo detto, della dimensione umana. La comprensione della relazione uomo-cane aperta ad uno scambio dialogico, che produce quel fenomeno di ibridazione che caratterizza tutti i tipi di relazione, consente di superare l’antitesi uomo-animale e di accettare quella nuova e, per un verso, rivoluzionaria idea che si sta affermando sempre più, cioè che questa entità ibrida costituisce una terza identità più complessa di quella dell’identità uomo e dell’identità cane presi separatamente.
Del: 25 marzo 2008
Autore: Dott. Gaspare Petrantoni
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■ Tutti gli articoli della sezione:
- L'approccio zooantropologico per l'educazione del cane - del 10 aprile 2008
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