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Nei giorni scorsi il presidente dell’Osservatorio dei beni culturali, Filippo Brianni, ha inviato una nota a tutti i sindaci dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani per esternare l’apprezzamento dell’Osservatorio circa la scelta di alcuni Comuni di dotarsi di un piano del decoro architettonico, e ha invitato tutti gli altri enti a procedere in tale direzione, elaborando tutti e approvando piani del decoro architettonico che, nell’ambito degli strumenti di pianificazione esistenti, possano indurre organismi pubblici e soggetti privati ad adottare scelte edilizie e urbanistiche compatibili e armoniche rispetto alle caratteristiche dei territori.
L’invito si inserisce nell’ambito del concetto di «tutela operativa e fruitiva» delle risorse culturali e ambientali a cui l’Osservatorio sta ispirando la propria azione. L’obiettivo, cioè, è quello di fare in modo che gli enti locali siano in grado non solo di precludere gli interventi, ma piuttosto di indicare modalità costruttive, scelte progettuali e di individuazione dei materiali che consentano di realizzare interventi compatibili con le caratteristiche territoriali e con la fruizione delle risorse.
La nota dell’avvocato Brianni prende le mosse da alcune considerazioni sollecitate nell’ultima riunione dell’Osservatorio soprattutto dai suoi membri tecnici (gli architetti Romualdo Santoro, Domenico Costa e Salvatore Coglitore, nonché il geometra Carmelo Santisi) riguardo a molte scelte progettuali che negli ultimi tempi hanno caratterizzato, in negativo, alcuni scorci di territorio; scelte progettuali (riguardo al colore, materiali in particolari zone, aggressività degli interventi) di fronte alle quali gli enti locali di riferimento hanno mostrato una preoccupante impotenza, in quanto si trattava di interventi perfettamente regolari e in linea con gli standard urbanistici previsti da quei Comuni, ma comunque discutibili e in qualche caso deturpanti, in quanto assolutamente sganciati dalle caratteristiche del territorio.
Alla luce di ciò, l’Osservatorio ritiene che tutti i Cmuni debbano seguire l’esempio di coloro i quali hanno già scelto di dotarsi di un piano del decoro architettonico, che consenta di indirizzare la discrezionalità soggettiva degli interventi previsti dai piani urbanistici in una direzione comunque compatibile con le caratteristiche territoriali, armonizzando i colori e i materiali sui lungomari e all’interno dei borghi storici, indicando soluzioni edilizie che valorizzino edifici di particolare pregio e quelli realizzati intorno a monumenti rilevanti.
L’Osservatorio ha fornito la disponibilità dei propri tecnici per l’elaborazione dei Piani del decoro architettonico e conta in autunno di realizzare un incontro con gli enti interessati.
Aug 24, 07:38 PM | Redazione | Cronaca Provincia
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