Storie di Storia: IN PRIMO PIANO

Francesco Durante e le vicende politiche di Gallodoro

Secondo una credenza largamente accettata e sostenuta nella comunità di Gallodoro (ma non solo, come vedremo), il noto prof. Francesco Durante (nella foto) è da sempre considerato uno di quei «nemici» (per così dire) che si opponevano alla legittima autonomia e/o supremazia del paese collinare. Tutto ciò si fonda sull’erronea convinzione (alimentata da pregiudizi di tipo campanilistico) scaturita da un evento di assoluta importanza storica: il trasferimento della sede municipale da Gallodoro a Letojanni avvenuto nel 1879, che ha scatenato l’insorgere dell’inimicizia tra i due paesi.
Se si aggiunge che un ruolo di decisa preminenza in tale trasferimento ha avuto la figura di Domenico Durante, padre dell’illustre chirurgo, allora sindaco del Comune di Gallodoro (cui apparteneva la frazione di Letojanni), è facile immaginare l’ostilità dei gallodoresi nei confronti dei Durante e di tutti coloro che si erano resi responsabili o avevano fiancheggiato, secondo loro, l’ignobile iniziativa. In particolare di quei «signorotti» gallodoresi, dimoranti nei loro nuovi palazzi della marina, ritenuti dei veri e propri «traditori».
Questa convinzione era talmente radicata che, a distanza di tempo, lo stesso Enzo Bruzzi, autore dell’unica monografia su Francesco Durante (1), non ha potuto (o voluto) sottrarsi. Infatti, egli ci presenta, tra le vicende che hanno caratterizzato la contrapposizione tra le due comunità, un Francesco Durante animato da atteggiamenti ostili e sprezzanti nei confronti dei «presunti compaesani» della madre (2), tanto che «ormai sulla cresta dell’onda, e docente universitario alla famosa Università romana, l’esser nato nella “borgata”, nella marina di Gallodoro, non gli andava a fagiolo, per cui “impose” al Padre la cambiazione del nome del Comune» (3).
Siffatte considerazioni suscitano, qualche anno dopo, la reazione a dir poco risentita dello storico locale padre Paolo D’Agostino che, nel suo libro sulla storia di Gallodoro (4), risponde con toni alquanto piccati: «[…] faccio notare che non fa certamente onore al fondatore della chirurgia moderna Francesco Durante di vergognarsi di essere nato nella borgata della marina di Gallodoro e desta meraviglia questo atteggiamento in chi ha conosciuto Durante, che dimostrava nel trattare e visitare da medico i suoi pazienti una grande umanità di persona umile e comprensiva, come posso testimoniare io stesso per le due volte che egli visitò e curò la mia mamma. Francesco Durante è un figlio di Gallodoro, il più glorioso figlio dei tempi moderni perché la storia non si cancella» (5).

Si può sostenere con certezza che Durante impose il cambio del nome?
Sebbene la risposta del D’Agostino sia volta a smentire l’assunto del Bruzzi, tuttavia essa verte più su una reazione emotiva e istintiva basata su ricordi personali, che nell’addurre prove che confutino tale assunto. Pertanto la questione rimane aperta: si può sostenere con certezza che Francesco Durante «impose» al padre il cambio del nome del Comune? E, di conseguenza, ritenere i Durante «nemici» di Gallodoro?
Da un’analisi più attenta del libro del Bruzzi si può ravvisare un’evidente incongruenza. Nella seduta consiliare del 12 ottobre del 1879, a pochi mesi dell’avvenuto trasferimento della sede municipale, il presidente del consiglio nonché sindaco in carica, Domenico Durante, presenta all’ordine del giorno per la discussione la proposta di «Cambiamento del nome del Comune» da Gallodoro in Letojanni. Dopo l’intervento dei vari consiglieri (la maggior parte favorevoli alla proposta), il primo cittadino, se da una parte argomenta che è legittimo convertire il nome originario del Comune in Letojanni, come logica conseguenza dello spostamento di sede, dall’altra propone (è su questo punto che dimostra di essere un ottimo amministratore, dotato di buon senso) e ottiene, per non alimentare scontri di fazione e quindi per «amore della pace», di denominare il Comune Letojanni-Gallodoro.

Sull’argomento nel libro di Bruzzi non c‘è traccia di fonti
Se Francesco Durante (a quel tempo residente a Roma) avesse «imposto» di cambiare il nome al Comune, come sostiene il suo biografo, allora o era favorevole solo ad aggiungere Letojanni accanto a Gallodoro, e quindi, come il padre, a non scontentare la fazione gallodorese; oppure «impose» di cambiare radicalmente il nome del Comune da Gallodoro in Letojanni, ma, in quest’ultimo caso, il padre non lo assecondò. Si può considerare anche una terza opzione, molto più verosimile, ovvero che Francesco Durante non abbia imposto nulla al sindaco. Sulla questione, quantomeno, il Bruzzi doveva far ricorso a una fonte adeguata, come ad esempio l’esistenza di una lettera, con la quale corroborare la validità delle sue argomentazioni. Nel suo libro però non c’è traccia di tutto ciò.

Durante non era ostile a Gallodoro e non era percepito come tale
Per converso, esistono prove per dimostrare che Francesco Durante non era ostile, né tanto meno era percepito come «nemico» dai gallodoresi. Nelle elezioni amministrative del 5 luglio1914, ad esempio, per eleggere il sindaco e il nuovo civico consesso di Letojanni-Gallodoro, si registra un fatto che può sembrare a prima vista sorprendente per chi è (o era) abituato a vedere una netta divisione conflittuale tra le due comunità. Tra gli eletti per il consiglio per la frazione di Gallodoro troviamo proprio il nome del prof. Francesco Durante (6). Di fatto il senatore (7) non aveva esitato (nel secondo decennio del Novecento, all’età di settant’anni!) a candidarsi ed essere eletto nella «lista» di Gallodoro, a rappresentare quei gallodoresi che non gli andavano (per dirla col Bruzzi) «a fagiolo», pur di contrapporsi al partito di maggioranza capeggiato dal neosindaco Giuseppe Andò.
Ancora. A circa dieci anni da questo episodio, la cittadinanza di Letojanni, in un giorno molto importante per essa, il 13 maggio 1923, festeggia (in un quadro politico oramai mutato) il suo illustre concittadino Francesco Durante per il suo ottantesimo anno di età, inaugurando di fronte a eminenti personalità politiche e civili il busto in bronzo del famoso chirurgo, opera dello scultore palermitano Ettore Ximenes. In questo clima di festa, una delegazione di Gallodoro approfitta dell’occasione per avvicinare l’onorevole D. Giovanni Antonio Colonna, duca di Cesarò, per chiedere al ministro degli Interni del governo Mussolini di mantenere l’impegno di finanziare l’ultimo tratto della strada rotabile che collega la marina al borgo collinare di Gallodoro. Con il completamento della strada, oggetto di una lunga odissea, «Gallodoro, altresì, invoca, Eccellenza, il rinsaldamento della frana, che ogni dì più minaccia travolgerlo, reiterato oggetto di studio da parte del Genio Civile di Messina, sempre chiesto, giammai conceduto: e necessita infine dell’acqua potabile, per cui apposita pratica proporrà all’Amministrazione attiva del Comune, perché ne abbia principio» (8).

Durante usò le sue amicizie romane a vantaggio delle rivendicazioni di Gallodoro
Possiamo a buon diritto supporre che il festeggiato abbia avuto un ruolo d’intermediazione tra la delegazione gallodorese e l’amico ministro. Del resto già in passato il prof. Durante era stato scomodato per usare le sue influenti amicizie romane a vantaggio delle rivendicazioni della «fazione» di Gallodoro. Lo testimonia una lettera inviata da Roma, l’11 marzo 1917, in cui il senatore Durante informa il capo del gruppo gallodorese (9) di aver interceduto presso il duca di Cesarò, come da loro richiesto, «per fare approvare il progetto della strada di Gallodoro» (10). Per essere considerato un «nemico» di Gallodoro ci sembra troppo. Ma, si sa, le false credenze, come i pregiudizi di tipo campanilistico, sono dure a morire, anche di fronte ad acclarate testimonianze storiche.
di Salvatore Mosca


Note
(1) E. Bruzzi, Francesco Durante, Tipografia Samperi, Messina 1984.
(2) Il Bruzzi riteneva erroneamente Giovanna Galeano (1815-1855), madre di Francesco e moglie di Domenico Durante, una donna di Gallodoro, anziché di Letojanni.
(3) E. Bruzzi, op. cit., p. 110.
(4) P. D’Agostino, Gallodoro. Un paese di antica civiltà del territorio di Taormina, E.D.A.S., Messina 1987.
(5) Ibidem, p. 167.
(6) I consiglieri eletti per la frazione di Gallodoro, espressi in ordine classificatorio, sono: 1) Paguni Carmelo; 2) Lo Monaco Mario; 3) Cacopardo Mario; 4) Cacopardo Leonardo; 5) Prof. Durante Francesco.
(7) F. Durante era stato insignito della carica di senatore a vita del Regno d’Italia per meriti scientifici, nell’anno 1889, sotto il primo governo di Francesco Crispi.
(8) Dal Memoriale. A Sua Eccellenza L’On. D. Giovanni Antonio Colonna, Duca di Cesarò-Ministro di Stato, Gallodoro Letojanni 13 Maggio 1923, Arti grafiche Santi Monachini, Catania 1923, p.9.
(9) Il gruppo era costituito dal notaio Felice Tornatore, Saverio Cacopardi, Leonardo Cacopardo, Lucio Melita, dal delegato comunale Mario Lo Monaco, Mario Carpita, l’arciprete Rosario Lo Monaco, Domenico Cacopardo e Carmelo Paguni. I quali sottoscrissero la lettera spedita a Durante l’8 marzo 1917.
(10)Trascriviamo per intero la lettera di Durante in risposta alla missiva dell’8 marzo 1917, conservata nell’archivio privato Lo Monaco – Lo Turco da qualche anno acquisito dal Comune di Gallodoro:
Roma, 11 marzo 1917
Carissimo Amico,
Il Duca di Cesarò lavora incessantemente per fare approvare il progetto della strada di Gallodoro ed io sono sempre a sua disposizione cooperando perché il nostro desiderio sia al più presto un fatto compiuto. Vivete dunque tranquilli che nulla lascieremo di intentato perché il nostro comune, sia al più presto collegato, nelle due sue frazioni, dalla rotabile oramai tanti anni sospirata.
Compiacetevi di salutarmi cordialmente tutti gli amici sottoscrittori della vostra lettera e voi ricevetevi un’affettuosa stretta di mano dal Vostro Aff. mo
FDurante

11 10 2011 - 17:31 | Redazione | Storie di Storia | Letture: 2214

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